Logo Kairós
Chi siamo
Servizi
Gestioni
News
Appuntamenti
   Home English Version  |  Contatti  |  Links
Arco San Damiano Benozzo Gozzoli Cascata delle Marmore
Newsletter
Prenota la tua visita in Umbria
Appuntamenti
archivio
 
Gestioni > Foresta Fossile di Dunarobba

Foresta Fossile di Dunarobba

Centro di Paleontologia Vegetale della Foresta Fossile di Dunarobba 

Voc. Pennicchia, 46 - 05020 Dunarobba - Avigliano Umbro (Terni)        
Telefono e fax: 0744.940348        
E-mail: forestafossile@kairos.tr.it

Orari:
dall'ultima domenica di ottobre all'ultimo sabato di marzo
dal martedì al venerdì
10,00-13,00
sabato, domenica, prefestivi e festivi
10,00-13,00 e 14,00-16,30;
dall’ultima domenica di marzo al 30 giugno
dal martedì al giovedì
10,00-13,00
venerdì, sabato, domenica, prefestivi e festivi
10,00-13,00 e 15,00-19,00;
luglio e agosto
dal martedì alla domenica, prefestivi e festivi
09,30-13,00 e 15,30-19,30;
dal 1° settembre all’ultimo sabato di ottobre
dal martedì al venerdì
10,00-13,00
sabato, domenica, prefestivi e festivi
10,00-13,00 e 15,30-18,30.
Chiuso il lunedì (escluso prefestivi e festivi), 25 dicembre e 1° gennaio.

Visite guidate a cadenza oraria.
Aperture su prenotazione in qualsiasi giorno dell'anno.
Laboratori e attività didattiche su prenotazione. 

La Foresta Fossile di Dunarobba, paesino nel comune di Avigliano Umbro, costituisce un esempio di giacimento fossilifero di interesse e rarità dove è possibile osservare dei tronchi di alberi conservati in gran numero (più di 50), in posizione vitale ed ancora in situ, cioè nell’ambiente in cui hanno esaurito il proprio ciclo vitale. Scoperti alla fine degli anni ’70, nel corso dell’attività estrattiva di argilla ad opera della locale Fornace, sono stati e sono tuttora oggetto di studi da parte della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria che negli anni ’80 ha iniziato un lungo lavoro di documentazione finalizzato allo studio, alla salvaguardia e conservazione del sito paleontologico. Questa antica foresta è databile a circa 2 milioni di anni fa nel periodo geologico noto come Pliocene dell’Era Cenozoica o Terziaria (da 5.200.000 a 1.700.000 anni fa).
I tronchi riportati alla luce sono alti fino ad 8 metri, si estendono su di una superficie non maggiore di 3 ettari e sono conservati all’interno dei depositi continentali di origine lacustre e fluvio-lacustre del cosiddetto Bacino Tiberino. La loro conservazione è dovuta a lenti e continui processi di sedimentazione, causa del seppellimento dei tronchi durante la loro vita. I resti dei circa cinquanta tronchi di gigantesche conifere attualmente visibili costituiscono un’eccezionale e rara testimonianza di alcune essenze vegetali, appartenenti alla famiglia delle Taxodiacee, che caratterizzavano questo settore della penisola italiana, contraddistinto da un clima sensibilmente più caldo e umido dell’attuale. Secondo studi recenti i tronchi appartengono al genere Glyptostrobus Europeus una specie oggi del tutto estinta che presenta strette affinità con il Glyptostrobus Pensilis, un cipresso delle paludi che vive oggi in poche regioni della Cina meridionale e del Vietnam centro – occidentale lungo corsi d’acqua, stagni e paludi.
Costante problema per la salvaguardia dei tronchi è, insieme all’ingerenza degli agenti meteorici, la presenza di un piccolo insetto del genere Xylocopa - famiglia degli apidi - le cui larve, depositate nei tronchi, scavano delle profonde gallerie nutrendosi del legno.



©Kairós 2009 Società Cooperativa - Largo Liberotti, 7 - Terni - P.I. 01225380557 - web design: Sistematica S.p.A. - Area Riservata
Portale versione 1.0