22.09.2010 "Think Town Terni" - 1^ Festa dell'Architettura in UmbriaDal 23 settembre al 3 ottobre si svolge a Terni, presso il CAOS - Centro Arti Opificio Siri e in altri spazi della città, "Think Town Terni", 1^ Festa dell'Architettura in Umbria.
Terni rappresenta un laboratorio potenziale, delle teorie e pratiche dell’architettura. Una città simbolo. Una palestra di sperimentazione. L’Identità percepita della città risponde ad una storia di lavoro e industria, una storia che ha un radicamento territoriale profondo.
“Ma l’identità è una trappola che osservata da vicino forse è vuota da secoli”
R.Koolhas
Lo spostamento dalla società della produzione industriale alla società dell’informazione e della conoscenza, incide sul farsi concreto delle città e in particolar modo sulle città come Terni che non hanno i vincoli formali e, appunto, identitari delle antiche città d’arte. Le caratteristiche geomorfologiche e orografiche della città di Terni sono ulteriore terreno fertile. Terni è il campo, il laboratorio, una città di dimensioni medie, una città che ha affrontato un processo parziale di ridimensionamento industriale e dismissione creativa, dove poter sperimentare e allo stesso tempo leggere i risultati della nostra azione e, se necessario, continuamente rimodularli.
Se l’architettura fosse, come si usa dire, un sapere ed un pensiero diffuso, non soltanto nella mente dei governanti, ma nella sensibilità comune dei cittadini, non solo ci s’imbatterebbe, andando in giro, in molte meno brutture e proliferazione di “non-luoghi”, assenze di storia e identità che hanno pericolosamente invaso, oltre agli spazi sociali e pubblici denunciati da Marc Augè, anche le modalità dell’abitare privato (consegnandole ad un anonimato collettivo ispirato da un modello d’inquilino, la cui vita sia regolata dai ritmi della televisione, del super- e dell’ipermercato). Al contrario, molto cambierebbe, sia nell’amministrazione della “res publica”, sia nella mente e nel costume dei cittadini, che potrebbero così, senza negare la modernità e postmodernità e cedere ad improbabili nostalgie del bel tempo andato, riappropriarsi di una funzione, che è connaturata all’essenza stessa dell’architettura. Vale qualcosa, si dirà, in un momento di tumultuosa crescita della popolazione mondiale e gli effetti sociali, sconvolgimenti geopolitici e migrazioni e conflitti, che ne conseguono, nella prospettiva (tratteggiata qualche settimana fa da un convegno internazionale) di avere nel 2050 ben 27 città, o meglio “concentrazioni superurbane” oltre la fatidica soglia dei 20 milioni di abitanti, facendole assomigliare dall’alto – come accade oggi sorvolando ad esempio San Paolo del Brasile – più ad una sorta di eczema della terra, che ad un posto programmato per viverci armoniosamente? Certo che sì. Se la “polis” dell’Atene classica, poi idealizzata in tanti modelli di “Città Ideale”, o la “città-stato” della Firenze rinascimentale restano, atteso il mutare delle condizioni, modelli inarrivabili, essi dovrebbero sempre e comunque (e lo sono, nell’architettura più avanzata) rappresentare idee regolative dell’agire architettonico, un “dover essere” che nella progettazione tenga conto del modello antico della “città partecipata”, anche se non più realizzabile, in un nesso indivisibile (come già anticipava Vitruvio, quando considerava l’architettura una sorta di “summa” di tutti i saperi) di equilibri politici e sistemi di governo, energia e ambiente, consumi, culture e stili di vita. Questa prima “Festa dell’Architettura” di Terni promossa dal gruppo dei Giovani Architetti (appuntamenti, incontri, lezioni aperte al pubblico, tavole rotonde sui temi della città contemporanea, del design urbano, della figurazione del paesaggio, “piccole e grandi provocazioni – come dicono gli organizzatori - per una riflessione che porti ogni singolo e la comunità, a prendere coscienza del patrimonio nel quale viviamo immersi”) è un modo per ripensare le città (“Think Town”) e, soprattutto, il nostro modo di vivere.
Fabrizio Bracco - Assessore alla Cultura della Regione Umbria
E’ per me una grande soddisfazione salutare questa importante manifestazione. Riteniamo non sia affatto casuale la scelta di Terni come luogo di incontri e confronti dedicati all’architettura e all’urbanistica. Non è mai scontato ricordare come e quanto il volto di questa città, sconvolta, distrutta dai bombardamenti, sia stato egregiamente ridisegnato dalla particolare sensibilità di un protagonista degli anni Cinquanta e Sessanta come l’arch. Mario Ridolfi. La sua impronta nella ricostruzione è rimasta indelebile. Ancora oggi la città cresce e si qualifica sulla sua mirabile progettazione. A lui si devono, tra l’altro, edifici significativi, ancora oggi studiati in ambito internazionale. Inutile dire che il compito che gli architetti sono chiamati a svolgere è tra i più delicati. Oltre alle questioni attinenti la città, strumento sempre più di sviluppo, si sta affermando un’altra tematica, quella del territorio, che rappresenta un capitolo nuovo cui porre attenzione sotto diverse prospettive, tra cui quella economica. Si tratta di un argomento tutt’altro che marginale sia per gli aspetti che comprende, sia perché la nostra provincia è costituita, per larga parte, di territorio non urbano sul quale è stato scelto di operare per il nuovo sviluppo. In questo senso, va sottolineato l’impegno convinto dell’amministrazione provinciale nella piena attuazione del PTCP. E’ quanto mai fondamentale, in questa fase della storia, costruire secondo criteri rispettosi dell’ambiente e in grado di valorizzare il massimo del risparmio energetico, sì da rendere più sostenibile l’abitare. Anche per questo, la Provincia di Terni ha creduto sin dall’inizio, dando il proprio sostegno economico, all’iniziativa da voi ideata e organizzata con intelligenza e passione. A voi giunga il nostro plauso unito a un sentito ringraziamento e all’augurio che con questa manifestazione si dia un valido contributo alle prospettive di crescita qualificata della città di Terni e dell’intero territorio provinciale.
Feliciano Polli - Presidente della Provincia di Terni
Una città in movimento. Culture, luoghi, identità, trasformazioni. Questi sono i temi che afferiscono ad un percorso di costruzione di un attività culturale che cerca di mettere in relazione il territorio con i processi globali, la comunità con le sue continue metamorfosi, il vivere associato con la grammatica dei beni comuni. Gli approdi con le nuove partenze. I Gatr - giovani architetti Terni - nascono un anno fa, con una fortunata coincidenza, mentre cominciava il percorso della nuova amministrazione; e fin da subito si è avviato, attraverso varie iniziative, un intenso confronto che partendo dai temi dell’architettura, ha attraversato le questioni più generali delle innovazioni, della necessità di creare nuove opportunità e di come partecipare e far partecipare ad una narrazione collettiva della città. Il TTT3, che parte con la sua prima edizione quest’anno, parla di questo e di molto altro. Evento non fine a sé stesso ma relazionato al territorio e alle contaminazioni che lascia; Una festa che ci permette di affrontare temi generali partendo dal concreto. Attraverso le tre sezioni del festival, le tre T, si monterà un percorso che salirà in verticale, legando il basso e l’alto, il concreto e immateriale, il locale e il globale: una T piantata su un quartiere, un laboratorio di attivismo urbano che coinvolge i suoi abitanti, una T che sale al tetto attraverso il confronto con alcune delle esperienze nazionali e internazionali più interessanti, e sopratutto con il network dei giovani architetti italiani, e una T che tenta la scalata al cielo, con le architetture temporanee, al confine tra arte e architettura, provocazione e suggestione. La città che si fa simbolo. Tutto ciò perché i territori, la loro progettazione la loro identità ma anche la loro mutazione, deve avere sempre più una gestione partecipata, aperta e condivisa per riaffermare una coscienza dei luoghi comune. La prima festa dell’architettura in Umbria è a Terni, dunque, perché questo territorio ha dal secondo dopo guerra una forte vocazione alla contemporaneità e alla riflessione sulle trasformazioni urbane e sulla riqualificazione postindustriale. Da oltre un secolo costretta a reinventarsi continuamente.
Simone Guerra - Assessore Cultura Comune di Terni
Terni è, nell’accezione comune degli italiani, una brutta città. Io direi che è una città povera, non solo in senso economico ma anche identitario. Poche intelligenze hanno potuto operare sulla sua identità. L’immagine di Terni come laboratorio di architettura (TTT) articolato in momenti di riflessione, rapporto diretto con gli spazi urbani ed intervento creativo nell’ambito di un quartiere, è di estremo interesse. Per la prima volta la collettività dei soggetti che operano all’interno di quell’identità mai ritrovata trova spunti e motivi di riflessione. La categoria dei professionisti è invitata a percepire la propria città come “modello” e luogo nel quale è possibile sperimentare. I nostri spazi urbani, i nostri contenitori culturali diventano laboratori su colore, luce, design, sostenibilità, creatività. E’ in questa ottica che durante gli incontri con i soggetti promotori dell’iniziativa ho con estremo interesse seguito l’evoluzione del progetto ritenendo la partecipazione dell’Ordine assolutamente imprescindibile nell’intesa di una collaborazione fra il GATR (Giovani Architetti Terni) e il nostro Ordine Professionale in quanto occasione di formazione e riflessione. Ambiti, questi, di peculiare pertinenza di un Ordine che voglia contribuire alla crescita culturale dei propri iscritti oltre che tutelarne i diritti. Il programma triennale prevede l’ampliamento del progetto che potrà vedere coinvolti, oltre all’Ordine degli Architetti della provincia di Terni anche altri soggetti in ambito regionale, altri ambiti territoriali ed urbani, altre realtà sociali. Mi piace pensare alla possibilità che i principi informatori dell’evento possano diventare semi per un vivace vivaio di essenze pregiate.
Arch.Silvia Giani - Vice Presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Terni
Vivere l’architettura e la professione come esperienza condivisa, questo sta alla base della nascita dei GATR Giovani Architetti di Terni. Troppo spesso si pensa alla creatività come “colpo di genio “, come esito di un percorso individuale, in realtà la spontaneità di un talento sorgivo non basta, è necessario un duro lavoro di investimento su se stessi, una ricerca costante, uno sforzo condiviso e vissuto da tutta la comunità. Un atteggiamento nuovo nel modo di vivere la nostra professione e la presa di coscienza delle precondizioni e delle conseguenze sociali legate al nostro operato, questo si chiede alla nuova generazione di architetti. Partendo dalla consapevolezza che lo svilimento della nostra figura professionale non può essere addebitato alle nuove generazioni, al contempo non si può cambiare rotta senza un movimento forte, che parta dal basso e che si riproduca costante, concreto, innovatore. Stiamo parlando di cambiamento. Il cambiamento che non si produce improvvisamente, ma come esito di modificazioni piccole ed ostinate, puntuali, concrete. Un processo come questo non si inventa in un giorno, è figlio di un progetto di città che si compie, che si costruisce nel tempo, che si palesa nella comunità. La facilità con la quale gli architetti delle nuove generazioni entrano in contatto con la dimensione internazionale, la loro capacità di costruire reti di relazioni, di dialogare con la società dell’informazione, di muoversi fuori dai gangli della burocrazia, di reinventare giornalmente il proprio mestiere, sono le precondizioni culturali e sociali per un radicale cambiamento. Una città come Terni è luogo di eredità dinamiche, è coagulo di storie, è destino. La storia non è questione di gusti, ma una serie di fatti. Non vogliamo correggere gli errori del passato, né riscriverlo. Vogliamo limitarci a non commettere gli stessi. Da qui le ragioni di un festival, che rappresenta uno strumento per chiedere ad un intero territorio di avere il coraggio di seguire la propria vocazione di città contemporanea e l’idea di città futura che ne deriva. Proviamo a riscrivere il libretto delle istruzioni, i pezzi sono tutti qui sul tavolo, ma per rimetterli insieme non bastiamo noi, chiediamo ad un’intera comunità di mettersi a disposizione, di rimettersi in gioco, accanto agli architetti, agli artisti, ai sociologi, agli urbanisti, alle persone che abbiamo invitato in questi 10 giorni a Terni. A non cogliere l’energia che attraversa questa città, che attraversa un’intera generazione, si rischierebbe di sprecare altro tempo prezioso, e questo, almeno noi, non possiamo permetterlo.
Editoriale Gatr_giovani architetti terni
Il programma di "Think Town Terni" si compone di 3 Sezioni, ciascuna delle quali include azioni, interventi, visioni e frequentazioni distribuite sul territorio urbano, che rispondono a una esigenza, quella di rendere visibile alla città una riflessione che si distribuisce durante l’arco dell’anno e che si esplicita in questi dieci giorni con azioni simultanee, condensate, che vanno a intercettare target diversi, che mettono insieme i diversi sensi, attraverso sguardi internazionali che stimolano il confronto sui temi della città.
T1hink
Open lecture
Talk
T2own
Architetture temporanee
Interventi artistici
T3erni
Concorso
Mostra
Quartiere Creativo
"Think Town Terni" è un progetto di GATR_giovani architetti Terni in collaborazione con Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Terni, in rete con GiArch Coordinamento Nazionale dei Giovani Architetti, Civita, Indisciplinarte, ACT - Arte Cultura Terni, con il patrocinio ed il contributo di EU, Regione Umbria, Provincia di Terni, Comune di Terni, IIIa Circoscrizione Sud, Fondazione Carit, con la collaborazione di BCT Terni, Confindustria Terni_Gruppo Giovani Imprenditori, Confedilizia, Coldiretti, CAOS - Centro Arti Opificio Siri, Extravaganza, ADI_associazione per il disegno industriale - delegazione Umbria, AIDI_associazione italiana di illuminazione, AIAP_associazione italiana progettazione per la comunicazione visiva, con il supporto di British Council.
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